28 gennaio 2010
10 dicembre 2009
DOMENICA 13
Alle ore 15,00 sotto il campanile di Borgosatollo ci troviamo per ascoltare i 350 rintocchi delle campane e per pregare per un futuro migliore!
09 dicembre 2009
Travagliato aderisce all'iniziativa: 350 rintocchi per il giusto clima!
SUONATE LE CAMPANE, I CORNI, I TAMBURI E I GONG
PER 350 VOLTE PER UN GIUSTO CLIMA.
Da tempo immemorabile, nelle culture di tutto il mondo, gli strumenti musicali come le campane e i tamburi, sono stati usati per chiamare la gente ai riti religiosi, sottolineare importanti momenti di culto, e invitare a comunicare con Dio ma anche per avvertire la popolazione di pericoli imminenti.
Domenica 13 dicembre
sarà il momento centrale dei negoziati al summit sul clima dell’ONU a Copenhagen.
Alle 15.00 ora locale, (che coincide con la nostra stessa ora)al termine di un’importante Celebrazione Ecumenica nella Cattedrale Luterana di Nostra Signora a Copenhagen, tutte le chiese di Danimarca suoneranno le campane, e i Cristiani di tutto il mondo sono invitati a fare eco suonando essi stessi le proprie campane, i tamburi, i gong e i corni per 350 volte.
L’idea è di creare una catena di rintocchi e di preghiere che si estendano su un lungo fuso orario che, partendo dalle Isole Fiji, nel Sud Pacifico – che è la prima regione in cui sorge il sole, dove gli effetti negativi del cambiamento climatico si fanno già sentire – fino all’Europa settentrionale, passando per tutto il mondo.
Perché 350 volte?
350 ha a che fare con 350 parti per milione: questa è la soglia massima di sicurezza di CO2 nell’atmosfera, secondo molti scienziati, esperti di clima e i governi nazionali più progressisti.
Per tutta la storia umana fino a circa 200 anni fa, la nostra atmosfera conteneva 275 parti per milione di CO2, ma ora la concentrazione è di 390 parti per milione.
A meno che non si riesca nuovamente e rapidamente a ridurre i livelli di CO2 rischiamo di arrivare a un punto di non ritorno, con impatti irreversibili come lo scioglimento della calotta glaciale in Groenlandia e il rilascio di maggiori quantità di metano dallo scioglimento del permafrost.
SUONA ANCHE TU PER UN GIUSTO CLIMA!!!
Per ulteriori informazioni: http://www.oikoumene.org/en/news/news-management/eng/a/article/1634/churches-to-ring-the-alar.html
Campagna promossa da:
CONFERENCE OF EUROPEAN CHURCHES
CONSILIUM CONFERENTIARUM EPISCOPORUM EUROPAE
BELLRINGING350.ORG
La Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita aderisce e promuove l’iniziativa.
Le Chiese rispondono al cambiamento climatico
Lettera congiunta KEK-CCEE alla Chiese in Europa
Cari fratelli e sorelle,
questa è una lettera congiunta che vi arriva dalla Conferenza delle Chiese Europee (KEK) e dal Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee (CCEE), e tratta di una delle preoccupazioni fondamentali che dobbiamo affrontare insieme.
Il cambiamento climatico rappresenta un problema per ognuno di noi. Investe la vita dell’intero pianeta. La terra e tutti i suoi ecosistemi costituiscono un dono prezioso che abbiamo ricevuto da Dio.
Di fronte alla crisi globale – economica, ambientale o di altro genere – siamo chiamati a vivere in modo da mostrare la fede, la speranza e l’amore che abbiamo verso Dio, nonché il nostro rispetto per l’intera Sua creazione.
In un mondo dotato di risorse naturali limitate, dobbiamo promuovere uno stile di vita che prevenga ogni forma di abuso dei doni di Dio nella creazione e promuova una saggia amministrazione di tutto ciò che Dio ci ha dato nel Creato. In quest’ottica, dobbiamo ridurre la nostra dipendenza dal crescente consumo di energia, in particolare di quella ricavata dai prodotti di origine fossile.
I paesi industrializzati debbono collocarsi in prima linea in questo impegno, anche in base alla loro responsabilità per i decenni di accumulazione dei gas effetto-serra nell’atmosfera terrestre. L’effetto cumulativo di questi gas costituisce una delle molte sfide che ci troviamo a gestire in termini di decisioni politiche. Ci spinge anche a cambiare la nostra vita quotidiana come comunità e come individui.
Alla Conferenza sul clima organizzata dall’ONU a Copenhagen dal 7 al 18 dicembre prossimi, verranno prese importanti decisioni che influenzeranno molti aspetti della nostra vita, sin d’ora, rispetto all’immediato futuro. La KEK e il CCEE, insieme a molte singole Chiese in Europa, sono convinti che le problematiche discusse alla Conferenza e le sfide che dobbiamo affrontare non abbiano a che fare soltanto con gli aspetti tecnici del cambiamento climatico: etica, cultura, fede e religione sono elementi sostanziali del nostro stile di vita e devono essere tenuti in conto se si vuole affrontare il cambiamento climatico in modo efficace e assicurare uno sviluppo umano integrale. Sappiamo che soltanto con un’ecologia realmente umana, che tenga conto dei diritti ma anche delle responsabilità che abbiamo l’uno verso dell’altro nonché verso le future generazioni, si può prevedere una migliore attenzione nei confronti dell’ambiente.
Crediamo che l’UE debba incrementare i suoi sforzi nel riconoscere le responsabilità reciproche dei Paesi membri nel combattere il cambiamento climatico.
Alla luce di quanto detto, esortiamo le Chiese e i cristiani in Europa ad intraprendere azioni appropriate per affrontare la sfida del cambiamento climatico nelle prossime settimane:
• Li incoraggiamo ad affrontare i loro rispettivi governi e a invitarli, con coraggiosa generosità, a intraprendere un’azione forte finalizzata alla mitigazione e all’adattamento agli effetti del cambiamento climatico. L’impatto sulla crisi economica non deve rappresentare una scusa per evitare un’azione efficace per la tutela dell’ambiente.
• Incoraggiamo le Chiese in Europa a osservare che la sfida del cambiamento climatico è una questione di giustizia. Coloro che hanno dato un contributo minore al problema del cambiamento climatico, poiché vivono in regioni meno sviluppate e meno industrializzate, sono i primi a sentirne gli effetti. Dobbiamo riconoscere le loro preoccupazioni e metterci insieme per affrontarle.
• Dobbiamo riconoscere che il cambiamento climatico può causare sofferenze e privazioni incalcolabili, può ostacolare lo sviluppo umano integrale e recare danno al Creato. Noi sosteniamo lo sviluppo di nuovi strumenti finanziari che permettano di affrontare queste problematiche.
• Esortiamo le Chiese a partecipare a iniziative per il risparmio di energia, alla promozione dell’energia rinnovabile, ad affrontare gli effetti negativi del cambiamento climatico, a educare al senso di responsabilità ecologica finalizzata alla salvaguardia di un’autentica ecologia umana.
• Incoraggiamo il lavoro in rete e la condivisione di iniziative e di ‘buone pratiche’ per la salvaguardia della creazione, così come sottolineato e raccomandato negli esiti della III Assemblea Ecumenica Europea di Sibiu (Romania) nel 2007.
Invitiamo le Chiese a impegnarsi nella preghiera comune, in solidarietà con coloro che soffrono gli effetti negativi del cambiamento climatico, in una ricerca comune della saggezza e della perseveranza nel modificare i nostri stili di vita inappropriati. La prossima Domenica 13 dicembre, nella Cattedrale luterana di Copenhagen, avrà luogo un atto di culto ecumenico come parte del programma della Conferenza sul clima organizzata dall’ONU. Vi invitiamo a unirvi a queste preghiere come potete, associandovi in tal modo alla comunità allargata delle persone che pregano a Copenhagen e in molte parti del mondo. Alle 15.00 le chiese della Danimarca suoneranno le campane, e i cristiani di tutto il mondo sono invitati a far loro eco suonando 350 rintocchi delle proprie campane alle 15.00 ora locale. Potete trovare ulteriori informazioni sull’iniziativa all’indirizzo www.bellringing350.org. Abbiamo previsto una catena di rintocchi e preghiere che si estendano su un lungo fuso orario che partendo dalle Isole Fiji, nel Sud Pacifico – che è la prima regione in cui sorge il sole, dove gli effetti negativi del cambiamento climatico si fanno già sentire – fino all’Europa settentrionale, passando per tutto il mondo.
Chiediamo a Dio la sua grazia e la sapienza per riuscire a procurarci i mezzi per affrontare le sfide dell’attuale crisi ambientale. Facciamo questo in risposta all’appello di Gesù nel Vangelo a promuovere società che mettono in pratica la giustizia e la solidarietà.
Il CCEE e la KEK, in stretta collaborazione con la Rete Ambientale Cristiana Europea (ECEN), portano avanti un monitoraggio attivo della situazione. Saremo lieti di poter rispondere a qualunque domanda o richiesta di chiarimento che questa lettera possa aver fatto nascere.
Con la benedizione di Dio
San Gallo/Geneva, il 6 novembre 2009
P. Duarte da Cunha Ven. Colin Williams
Segretario Generale CCEE Segretario Generale KEK
19 novembre 2009
11 novembre 2009
10 novembre 2009
LETTERA PER IL PRESIDENTE FORMIGONI E L'ASS. BONI
Stamattina una piccola delegazione dei gruppi ambiente ha raggiunto gli uffici dell'assessorato e ha consegnato una cartina "particolare" con indicate tutte le discariche dell'Ovest Bresciano. Approfittando dell'occasione abbiamo consegnato alla dott.ssa Lavagetti un documento, di seguito riportato, destinato al presidente Formigoni e all'ass. Boni.
Egregio,
in qualità di cittadini di Travagliato (Bs) ci troviamo costernati nell'apprendere non solo che sono state autorizzate sul nostro territorio una discarica di inerti in località Rinascente e una discarica di amianto in località Valverde (a distanza di 30 mt l'una dall'altra) ma che ben presto il nostro paese sarà sommerso da nuove realtà di impatto catastrofico per l'ambiente. Con tristezza apprendiamo che le amministrazioni preposte alla salvaguardia del nostro territorio in realtà non stanno tenendo in considerazione le osservazioni di cumulabilità degli impatti che da più enti sono loro pervenute. Di fatto da più di un anno noi lottiamo contro un futuro sempre più grigio. 3700 firme raccolte, pareri contrari dei consiglieri, azioni di ripetuta protesta. Come potete continuare ad approvare progetti di "distruzione ambientale" senza considerare il "NO" che continuamente si alza da chi abita in questo territorio? Chiediamo pertanto a chi ci rappresenta. o almeno dovrebbe farlo, di mettersi una mano sulla coscienza e di capire che le persone hanno ancora bisogno di sapere che le istituzioni desiderano ascoltarle. La realizzazione della discarica di amianto avrà impatti importanti e pesanti su un territorio già fortemente provato. A ciò si sommano i disagi che deriveranno dalla realizzazione delle linee di alta velocità (Tav) e da BreBeMi, che smembreranno (letteralmente) il territorio di Travagliato, Berlingo e non solo. Senza dimenticare la situazione della Macogna, che coinvolge ben quattro comuni (Berlingo, Cazzago SM, Rovato, Travagliato). Benché le nostre amministrazioni abbiano deciso di realizzare un Plis ciò non esclude che prendano vita altre discariche ( di fatto due richieste sono già state presentate). A ciò si somma a vecchia discarica Aso che da diverso tempo crea problemi ambientali (infiltrazioni nella falda), a due assi dalla discarica che avete appena approvato. Dunque è davvero questo il progetto dei nostri amministratori regionali? Sommergerci di rifiuti finché non soffochiamo? Di fatto il piano regionale prevede che la maggior parte dei rifiuti prodotti in Lombardia sia da smaltirsi nella provincia di Brescia. E' sufficiente aprire una cartina per rendersi conto della nostra situazione. Come cittadini della Regione Lombardia, della Provincia di Brescia e del territorio dell'Ovest Bresciano chiediamo quanto segue:
- che la Regione Lombardia riveda i propri piani di gestione dei rifiuti e prenda in considerazione le possibilità di "riciclo" dell'amianto;
- che la Regione Lombardia compa un atto forte e prometta, in forma scritta, che le cave in località Macogna non saranno destinate a discariche ma a Plis;
- che la Regione Lombardia riveda le autorizzazioni rilasciate alla discarica di amianto in loc. Valverde (Travagliato);
- che la Regione Lombardia rivaluti la situazione della discarica di amianto in considerazione: dell'esistenza di un bosco ormai da più di venti anni unico bosco nel raggio di km, delle leggi regionali secondo le quali la Regione Lombardia dovrebbe preservare i boschi e non distruggerli, del fatto che la discarica di inerti è sita in una località di nuovo allargamento urbano, dei disagi derivanti da un ulteriore traffico di camions che si andrebbe a sommare a quello provocatodall'adiacente discarica di inerti, della non esistenza di una viabilità oggi capace di soddisfare la richiesta di discarica in tale luogo, del fatto che su cinque discariche di amianto in Regione Lombardia, tre sono site sul territorio di Brescia. Cordialmente, 3700 cittadini di Travagliato
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